6^ DOMENICA DI PASQUA – Gv 15,9-17 Nessuno ha un amore più grande di questo, dare la sua vita per i propri amici

… il VECCHIO FARISEO COMMENTA….

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,9-17

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: CHE VI AMIATE GLI UNI GLI ALTRI COME IO HO AMATO VOI. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Parola del Signore

 

Mediti…AMO

So che non sta bene parlare di sé stessi in una esegesi. Ma lo faccio perché sto sperimentando cosa significa non respirare. Infatti per gravi danni polmonari che ho riportato, i polmoni funzionano al “minimo sindacale” e spesso mi sento soffocare. È una sensazione terribile, Fratelli e Sorelle. Ma la ragione per cui vi dico questo sta nel fatto che se lo abbiamo letto bene, l’Evangelo di oggi deve farci sentire come mi sento io: CI DEVE TOGLIERE IL RESPIRO: “Amatevi come io vi ho amati”.

Ecco cosa ci deve togliere il respiro. Che dobbiamo amare l’abbiamo sempre saputo, MA AMARE COME LUI È UNA NOVITÀ CHE CI FA TRABALLARE DI FRONTE ALLE NOSTRE RESPONSABILITA’ E AL NOSTRO DOVERE DI TESTIMONIANZA, DI FRONTE AL QUALE –IO PER PRIMO- VENIAMO MENO.

Mi piace quell’ espressione di Marie Noël (Marie Rouget (Auxerre, 16 febbraio 1883 – 23 dicembre 1967) poetessa francese, e devota laica cattolica, di cui è in corso la causa di Beatificazione, capace di inerpicarsi sulle vette della mistica, in quell’esperienza fra la ‘FOLLIA DELLA FEDE’ E ‘LA NOTTE DELL’ATEISMO’ da cui sono passate figure spirituali come Teresa di Gesù Bambino e Madre Teresa di Calcutta, per restare al XX secolo) che diceva “QUANDO DIO MI HA CREATA E HA INSUFFLATO IN ME IL SUO SPIRITO, HA SOFFIATO TROPPO FORTE, IO NON MI SONO ANCORA RIPRESA DA QUEL SOFFIO E VACILLO DI QUA E DI LÀ COME IL LUME DI UNA CANDELA”.

Si adatta perfettamente al Vangelo di oggi: quell’amatevi come io vi ho amati ci deve togliere il respiro e ci deve far vacillare.

Lo diceva già Papa Paolo VI che a causa di quel “come”, NOI non potremo mai sentirci a posto.

Ma questo non ci esime dalle nostre responsabilità. E se non siamo capaci, per quanto ci sforziamo di realizzare tra noi “un amore uguale al suo”, allora non ci resta altro da fare che tendere alla vetta del Suo Amore, rimanendo su questa strada impervia.

Dobbiamo cioè accettare di donarci nella debolezza, accettare di zoppicare, ma rimanendo sempre sulla sua strada. Rimanere! Il verbo che abbiamo letto ben sette volte nel vangelo di domenica scorsa, ritorna anche oggi. Ma rimanere dove? Ovvio! Uniti alla vite, di cui siamo i TRALCI, per portare FRUTTO.

Solo se rimaniamo in Lui che è amore, cioè pienezza di vita, COMPRENDEREMO LA FORZA INCREDIBILE E INVINCIBILE DEL SUO AMORE E POTREMO AMARE A NOSTRA VOLTA.

A forza di rimanere a meditare nel suo Amore, qualcosa finiremo per capire. Non tutto alla volta, ovviamente, ma nella misura in cui cominceremo a capire, avremo sempre più voglia di rimanere. E nella misura in cui continueremo a fare piccoli passi, ci ritroveremo sulla vetta. Come diceva Santa Teresina del Bambino Gesù: che si sforzava ogni giorno di salire la scala che porta a Dio, ma riusciva a malapena che a fare un gradino. Però non desisteva e così il Signore vedendo la sua buona volontà, decise di scendere con l’ascensore e portarla su in un sol colpo.

Sarà così anche per noi se rimarremo su quella strada e alzeremo ogni giorno il piede per fare anche un solo gradino, ma vedendo così la nostra buona volontà, il Signore ci attirerà a Lui.

Per amare bisogna prima COMPRENDERE DI ESSERE VULNERABILI ED ACCETTARE CHE SIAMO AMATI Solo così proveremo una gioia piena e traboccante CHE CI FARA’ SENTIRE “NATURALMENTE OBBLIGATI” A COMUNICARLA AGLI ALTRI.

Non occorrono tant’ ragionamenti per capire che vivere senza amare e senza essere amati, è come non vivere. È sopportare la vita come un peso schiacciante del quale non se capisce la ragione.

E quando l’Amore è bandito dalla nostra vita, inevitabilmente lo sostituiamo con un altro “dio”: IL NOSTRO EGOISMO, come unica legge da seguire, LA CUI UNICA REGOLA È UN INESISTENTE DIRITTO DI FARE QUELLO CHE VOGLIAMO, PERCHÉ NE ABBIAMO DIRITTO.

E quando l’uomo si fa “dio”, cioè iniqua misura a sé stesso, inevitabilmente, causa il disordine che soffriamo.

È incredibile pensare quanto sia immenso l’AMORE che Dio Padre ha per noi: per salvarci non ha esitato a donarci Cristo, che liberamente, ci ha fatto Dono, con la sua Morte e la sua Resurrezione della VITA DI DIO nell’eternità.

Io credo che nulla possa farci sentire di più FIGLI AMATI. E conseguentemente, quando abbiamo capito che siamo amati, nella vita di ogni giorno, dovremmo cercare di camminare SULLA QUELLA VIA DELL’AMORE PAZIENTE, MISERICORDIOSO, UMILE, GRATUITO CON LUI.

Ma è un amore immenso, e satana lo contrasta in ogni modo, mettendo il mondo nella condizione di rifiutarlo.

In merito un grande Papa, Paolo VI, che molti di noi hanno conosciuto e amato, nel 1956, descriveva un mondo senza amore, che pare quello di oggi.

Scriveva:

“In un mondo che va perdendo la capacità di amare, man mano che perde la capacità di conoscere Dio, e facendo l’uomo centro del suo pensiero e della sua attività, divinizza se stesso, spegne la luce della verità, vulnera i motivi dell’onestà e della gioia, noi proclameremo la legge dell’amore… Risponderemo a Dio con l’offerta del nostro cuore… Sarà la nostra vita un incantevole dialogo con quel Dio, che dopo averci creato, redenti, associati alla Sua Vita, rivolge a noi la fatale domanda che Cristo rivolse a Pietro: “Mi ami tu”. In un mondo che ha deturpato l’amore in tutte le maniere… che ha confuso l’amore con il piacere, che lo ha sconsacrato nell’innocenza, lo ha mercanteggiato nella sua debolezza, lo ha esasperato per renderlo complice della passione e del delitto, in questo mondo noi proclameremo la legge dell’amore che si purifica. Lo rispetteremo negli affetti sacri della famiglia cristiana; lo difenderemo nelle crisi della giovinezza, lo educheremo alla visione della bellezza che è nelle cose, ma soprattutto negli uomini, nostri fratelli, perché figli dello stesso Padre. In un mondo infine, che divora nell’egoismo individuale e collettivo, e crea antagonismi, inimicizie, gelosie, lotte di interessi, l’odio in una parola, noi proclameremo la legge dell’amore che diffonde e dona, che sa allargare il cuore ad amare gli altri, a perdonare le offese, a servire, a sacrificarsi senza calcoli e senza encomi, a farsi povero per i poveri, fratello tra i fratelli, e così creare un mondo di giustizia e di pace. Così Dio ci aiuti”.

Le sue parole sono davvero un inno a quell’Amore, chiamato oggi, come in ogni secolo, passato e futuro, è chiamato A FARSI STRADA tra gli uomini, perché sappiano conoscere quella Gioia, che Dio ci ha donato, creandoci con e per Amore.

Che Dio Onnipotente e Misericordioso ci aiuti….

Sia Lodato Gesù, il Cristo!