22.06.2023 – GIOVEDI’ XI SETTIMANA P.A. A – MATTEO 6,7-15 “…Voi dunque pregate così”.

«Fermatevi nelle strade e guardate, informatevi circa i sentieri antichi, dove sta la strada buona e prendetela, così troverete pace per le anime vostre». Geremia 6,16

Pietro Saltarelli… il VECCHIO FARISEO COMMENTA…. “In illo tempore: dixit Iesus…”

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Dal Vangelo secondo MATTEO 6,7-15

Mediti…AMO

Ci sono due redazioni del Padre Nostro:

Luca (Lc 11,1-4), in questo Evangelo, il Padre Nostro è più corto. Luca scrive per le comunità che venivano dal paganesimo.

e Matteo (Mt 6,7-13), in questo Evangelo, il Padre Nostro si trova nel Discorso della Montagna, nella parte in cui Gesù orienta i discepoli nella pratica delle tre opere di pietà: elemosina (Mt 6,1-4), preghiera (Mt 6,5-15) e digiuno (Mt 6,16-18). Il Padre Nostro fa parte di una catechesi per i giudei convertiti, che erano abituati a pregare, ma avevano vizi che Matteo cerca di correggere.

Spesso capita anche a noi di sentire persone che affermano di non saper pregare.

Effettivamente non è facile scoprire le vere dimensioni della preghiera.

Per praticarla nel modo migliore si richiedono tante e tali virtù e una tale intensità di amore, per cui è facile dover costatare di esserne, almeno parzialmente, privi.

È anche vero però che il modo migliore per imparare a pregare consiste nell’esercitarsi in questa arte con la migliore perseveranza.

Gesù ci offre oggi un modello sublime di preghiera, il “Padre Nostro”.

È la preghiera di Gesù che è diventata la nostra preghiera per eccellenza, a cui si ispirano tutte le preghiere, sia quelle della Chiesa, sia quelle dei singoli fedeli.

Non è fatta di molte parole, non arrivano a trenta, ma ci offre la via diritta per giungere fino al cuore di Dio per riconoscerlo come Padre e smuovere immediatamente il nostro amore filiale verso di lui e verso i nostri fratelli.

Parlandoci della preghiera e insegnandoci come bisogna pregare Gesù ci chiama ad una conversione della nostra preghiera.

Ci dice dapprima di non essere come i pagani, che credono che nella preghiera le loro parole siano la cosa più importante.

Fratelli e Sorelle, non dimentichiamo mai che non è quello che facciamo noi, ma quello che Dio fa in noi che conta.

Se preghiamo come ci ha insegnato Gesù, noi esaudiamo Dio e la nostra è una preghiera che può veramente trasformare la vita.

E chiaro che spontaneamente, cioè nel nostro istintivo egoismo, noi non cominceremmo mai le nostre preghiere in questo modo, che è mettersi davanti a Dio, è contemplare Dio e desiderare che egli sia conosciuto, amato, che si realizzino i suoi progetti e non i nostri, così limitati e senza futuro.

Anche le preghiere concernenti direttamente la nostra vita sono educative per noi.

E una preghiera nello stesso tempo fiduciosa e limitata. Non si chiede la ricchezza, o di essere assicurati per tutto il resto della vita: si domanda per oggi il pane di oggi.

Ma è probabile che Gesù, qualificando il pane che ci fa chiedere, abbia pensato sia un pane necessario per la nostra vita, MA PER LA NOSTRA VITA SPIRITUALE.

È vero che si può considerare un male anche la sofferenza, ma non è la stessa cosa. Nella misura in cui essa è un male, domandiamo di essere liberati anche dalla sofferenza, ma accettiamo di soffrire fisicamente se questo serve al nostro bene.

Perché dobbiamo capire bene che tutto ciò che deve esprimere e testimoniare Dio nella nostra vita è tutto ciò che riguarda la santificazione del nome di Dio, l’avvento del suo regno tra noi e la piena realizzazione del suo volere, con la stessa perfezione con cui è vissuta e realizzata in cielo.

Tutto ciò richiede e implica l’affermazione, con tutta la nostra vita, del primato assoluto di Dio, la nostra umile figliolanza, il nostro amore incondizionato per lui, che, ripeto, dobbiamo rendere evidente ogni istante della nostra vita.

Noi invece facciamo tanti discorsi, tanti giri e giri di parole, con lo scopo a volte di stordire la persona con cui parliamo, nascondere la verità o sovrastarlo con le nostre richieste.

COSÌ PRESI DAL VORTICE DEL DIRE, SPESSO LE PAROLE DIVENTANO FUORI POSTO, ASSOLUTAMENTE INUTILI, E PIÙ CHE ESSERE EFFICACI, RAFFORZARE UN CONCETTO O UN’OPINIONE, DIVENTANO SUPERFLUE.

Anche la nostra preghiera corre questo rischio: crediamo che più diciamo, più abbiamo possibilità che Dio ci ascolti o ci esaudisca.

Così le nostre labbra straripano di vocaboli, messi talvolta in sequenza come una sorta di poesia imparata a memoria o un’arringa di un avvocato, spogliandoli della loro essenza.

La preghiera è dialogo, relazione, un dire che non si ferma al ciò che dici, ma che penetra ed arriva al come ed al perché lo dici.

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La preghiera è essenzialità e ce lo spiega bene il Signore nel testo di oggi, in cui unisce questa straordinaria consapevolezza CHE DIO È PADRE, A SETTE ATTI DI AFFIDAMENTO CHE POSSIAMO RIVOLGERGLI PER VIVERE BENE.

La Bibbia ci racconta che il numero SETTE è il numero della completezza, del tutto.

Sette perché a volte è necessario sapersi misurare e trattenere, perché in un dialogo non bisogna solo dire, MA ANCHE IMPARARE AD ASCOLTARE E SE NON RIESCI A PORGERE L’ORECCHIO, SI FINISCE COME I PAGANI CHE VENGONO PRESI AD ESEMPIO: CHIEDIAMO, CHIEDIAMO, CHIEDIAMO, MA CI PERDIAMO LA COSA PIU’ IMPORTANTE: LE RISPOSTE CHE DIO CI DA’.

L’optimum sta nel chiedere nel modo giusto e poi TACERE, per dar modo a Dio di PARLARE AL NOSTRO CUORE.

Ovviamente queste distorsioni sono opera di Satana, che tenta di rendere NULLA LA NOSTRA PREGHIERA.

Di conseguenza, consapevoli, per quotidiana esperienza delle insidie del male e delle trame del maligno, chiediamo a Dio che ci liberi da questa nefasta e terribile insidia e non permetta che cediamo alla tentazione DEL TROPPO PARLARE.

Dalla preghiera di Gesù emerge anche un’altra bella realtà: LA PREGHIERA QUANDO È VERA, QUANDO E MODELLATA SU QUELLA DI CRISTO, CI OFFRE, TRA L’ALTRO, IL MIGLIOR PROGRAMMA DI VITA DA REALIZZARE IN NOI.

Ragioniamoci sopra…

Il Signore IDDIO ti Benedica

E tu Prega il Signore per me… Fratello che Leggi…

e ti prego di condividere se ciò che hai letto è stato di tuo gradimento!

Sia Lodato Gesù, il Cristo!