13.12.2023 – MERCOLEDI’ SANTA LUCIA – MATTEO 11,28-30 “Venite a me, voi tutti che siete stanchi”.

«Fermatevi nelle strade e guardate, informatevi circa i sentieri antichi, dove sta la strada buona e prendetela, così troverete pace per le anime vostre» (Geremia 6,16). Voglia il Cielo che ascoltiamo la voce del Signore che ci dice «…questa è la strada, percorretela» (Is 30,21).

 Io ti prego, o mio DIO: effondi il tuo SANTO SPIRITO, su questo indegno tuo servo, perchè io possa leggere la Tua PAROLA, e possa trasmetterla, contemplando ciò che ha rivelato il VERBO TUO.

 

Pietro Saltarelli… il VECCHIO FARISEO COMMENTA…. “In illo tempore: dixit Iesus…”

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Dal Vangelo secondo MATTEO 11,28-30

+ In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore

 

Mediti…AMO

Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi, e un cuore che non basta agli occhi”.

Nelle parole del cantautore Francesco De Gregori,c’è tutto l’identikit di questa santa luminosa e generosa.

La sua vita è un martirio annunciato. Il suo primo aguzzino è proprio l’uomo cui è stata promessa ma che lei si rifiuta di sposare. Lucia era una ragazza di buona famiglia che viveva in Sicilia, a Siracusa.

Era già promessa in sposa quando la madre si ammala: nel chiedere un aiuto divino a Sant’Agata, la santa le annuncia che farà guarire la mamma se lei ripudierà il fidanzato.

E così sarà: per il suo affronto però, il ragazzo la denuncia come cristiana (era il IV secolo dopo Cristo, quindi ancora c’erano le persecuzioni).

Per questo la giovane Lucia verrà condannata a morte.

E Santa Lucia, dal nome evocatore di luce, viene martirizzata probabilmente a Siracusa sotto Diocleziano (c. 304), fa parte delle sette donne menzionate nel Canone Romano.

Il suo culto universalmente diffuso è già testimoniato dal sec.V.

Un’antifona tratta dal racconto della sua passione la saluta come «sponsa Christi».

La sua «deposizione» a Siracusa il 14 dicembre è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI).

Ci sono anche memorie nel bresciano, dove tutti i bambini aspettano Santa Lucia: è una tradizione che si perde nella notte dei tempi, ancora prima della favola di Babbo Natale.

Ovviamente si tratta di racconti privi di fondamento, che vi racconto solo per farvi capire che ci troviamo davanti ad una figura straordinaria.

La santa con l’asinello è attesa nella notte tra il 12 e il 13 dicembre: è questo il momento, nella credenza popolare, in cui si presenta per portare doni e regali a piccoli che hanno fatto i bravi.

Finché non diventano grandi abbastanza, in casa è davvero un bel gioco.

La sera prima i bimbi s’impegnano nel prepararle qualcosa da mangiare, così che possa rifocillarsi durante il suo lungo viaggio.

Le tradizioni più antiche raccontano di un po’ di pane, magari la polenta avanzata, e poi carote e magari una mela per il suo asinello.

Nei tempi moderni qualcosa è cambiata, ma va bene lo stesso: si dice, infatti, che Santa Lucia si accontenti anche di latte e biscotti.

Ovviamente i bambini non devono aspettarla svegli, per non incrociare il suo sguardo: nella pratica, è un modo per farli andare a letto prima che si accorgano di chi sono i reali portatori di doni, e spezzare quindi il magico incantesimo.

Nella leggenda, invece, è l’unico modo per evitare che la santa (che a quanto pare non fa sconti a nessuno) getti della cenere negli occhi dei più piccoli, o peggio li renda ciechi.

La leggenda si tramanda da secoli, forse millenni: pare che la giovane Lucia avesse fatto innamorare un ragazzo, abbagliato dalla bellezza dei suoi occhi.

Il giovane li avrebbe chiesti in regalo a Lucia, che dunque gli avrebbe donato i suoi occhi: miracolo, da cieca riprese la vista, e un nuovo paio di occhi.

Ma il destino beffardo volle che il ragazzo glieli chiese di nuovo: Lucia si rifiutò, e per questo venne uccisa con una coltellata al cuore.

Ma veniamo al testo del Vangelo di oggi.

Il vangelo di oggi è composto da appena tre versetti, cha fanno parte di una breve unità letteraria, una delle più belle, in cui Gesù ringrazia il Padre per aver rivelato la saggezza del Regno ai piccoli e perché la nasconde ai dottori e ai saggi.

Caro Gesù, è solo NELLA MITEZZA E NELL’UMILTÀ DI CUORE POSSIAMO TROVARE LA PACE.

Scegliendo la pace invece della rabbia e della violenza.

Scegliendo di accoglierci come siamo, da te amati senza condizioni, piuttosto che correre dietro alla follia vanagloriosa del nostro tempo.

Non è facile esserti discepoli, ovvio.

Ma è un giogo leggero, cento volte più leggero di quello che gli altri impongono e che non ci conducono a Dio, perchè essi, sono cattiva figura del “buon Pastore”.

In quesa brevissima pericope, Gesù recita una preghiera “…Io ti ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai saggi e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli“.

I saggi, i dottori di quell’epoca, hanno creato un sistema di leggi che imponevano al popolo, troppe condizioni, in nome di Dio (Mt 23,3-4).

Pensavano che Dio esigesse dalla gente la loro osservanza.

MA LA LEGGE DELL’AMORE, CHE GESÙ CI HA RIVELATO, DICEVA IL CONTRARIO.

Ciò che importa per salvarci, non è ciò che facciamo per Dio, MA CIÒ CHE DIO, NEL SUO GRANDE AMORE, FA PER NOI.

E Dio vuole misericordia e non sacrifici (Mt 9,13).

La gente piccola e povera capiva questo modo di parlare di Gesù e si rallegrava.

I saggi dicevano che Gesù era nell’errore, e non riuscivano a capire questo insegnamento.

  • “Sì, Padre, perché così ti è piaciuto!”

Gesù ci rivela che piace al Padre che i piccoli capiscano il messaggio del Regno e che i saggi e i sapienti non lo capiscano.

Se loro vogliono capirlo, devono cambiare mentalità e diventare alunni dei piccoli.

Certamente, voi mi direte, questo modo di pensare e di insegnare SCOMODA LA GENTE E CAMBIA LE NOSTRE COMODE MODALITA’ DI CONVIVENZA.

Ma dove sta l’origine di questa nuova Legge, annunciata da Gesù? STA NEL FIGLIO CHE CONOSCE IL CUORE DEL PADRE.

E, quello che il Padre ci deve dire, lo ha detto in Gesù, e Gesù lo rivela ai piccoli, perché questi si aprano al suo messaggio.

Gesù, il Figlio, conosce il Padre.

Lui sa ciò che il Padre ci voleva comunicare, quando molti secoli or sono, consegnò la sua Legge a Mosè.

Anche oggi, Gesù sta insegnando molte cose ai poveri e ai piccoli e, attraverso di loro, a tutta la sua Chiesa.

La sua sequela si traduce nell’intimità e nella condivisione. Perchè Gesù non si presenta solo come un Maestro che indica con sicurezza la strada, non comunica parole che rendono la vita più pesante, al contrario apre le porte a coloro che sono “stanchi e oppressi”, e guarda con compassione quelli che sono caricati di pesi che faticano a portare.

Perchè Egli conosce il nostro cuore e sa quanto siamo fragili e quante volte la fatica diventa un peso che impedisce il cammino.

Per questo annuncia che vuole condividere la nostra fatica. Il suo invito ricorda che non possiamo farcela da soli, non abbiamo la forza di portare il peso della vita.

“E io vi darò ristoro” (11,28). Queste parole ci dicono che Gesù, non solo condivide la nostra fatica, ma promette di darci quel riposo di cui abbiamo bisogno.

Quante volte la preghiera – soprattutto quella silenziosa che viviamo davanti al Tabernacolo – si rivela una sosta salutare perché non solo dona pace ma ci consente anche di ritrovare nuove energie per riprendere il cammino e le battaglie della vita.

Gesù rialza la testa, il riposo orante ci aiuta a “guardare in alto”e a guardare “oltre”.

CHIARA LUBICH, fondatrice del Movimento dei Focolarini, pregava così “…Signore, dammi tutti i soli…”.

Chiediamo quindi la GRAZIA di essere aiuto e sostegno per quei fratelli che vediamo affaticati, stanchi e delusi, per quelli che si sentono soli e abbandonati.

SANT’AMBROGIO, VESCOVO DI MILANO, nel suo Commento al salmo 118, versetti 18,28, scrive:

  • “Questo è il pane della vita: dunque, chi mangia la Vita, non può morire. Come potrà morire chi ha per cibo la Vita? Come potrà venir meno chi avrà la Vita per sostentamento? Accostatevi a Lui e saziatevi: Egli è pane. Accostatevi a Lui e bevete: Egli è la sorgente. Accostatevi a Lui e lasciatevi illuminare: Egli è la luce. Accostatevi a Lui e lasciatevi liberare: infatti dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è la libertà. Accostatevi a Lui e lasciatevi sciogliere dai legami: Egli è la remissione dei peccati. Vi domandate chi Egli sia? Ascoltate quello che lui stesso dice: «Io sono il pane della vita: chi viene a me non avrà più fame, chi viene a me non avrà più sete»”

Ragioniamoci sopra…Pace e Bene!

Il Signore IDDIO ti Benedica

Prega il Signore per me, Fratello che Leggi…

…e ti prego di condividere, se ciò che hai letto è stato di tuo gradimento!

Sia Lodato Gesù, il Cristo!