04.01.2024 GIOVEDI’ FERIA PROPRIA – GIOVANNI 1,35-42 “…Rabbì, dove abiti”.

«Fermatevi nelle strade e guardate, informatevi circa i sentieri antichi, dove sta la strada buona e prendetela, così troverete pace per le anime vostre» (Geremia 6,16). Voglia il Cielo che ascoltiamo la voce del Signore che ci dice «…questa è la strada, percorretela» (Is 30,21).

Io ti prego, o mio DIO: effondi il tuo SANTO SPIRITO, su questo indegno tuo servo, perchè io possa leggere la Tua PAROLA, e possa trasmetterla, contemplando ciò che ha rivelato il VERBO TUO.

E beati siano coloro che HANNO OCCHI DI FEDE per riconoscere il mistero presente nell’umile quotidiano e mani operose PER FARE DELLA PROPRIA VITA UN GIARDINO IN CUI DIO PUÒ PASSEGGIARE.”

Pietro Saltarelli… il VECCHIO FARISEO COMMENTA…. “In illo tempore: dixit Iesus…”

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Dal Vangelo secondo GIOVANNI 1,35-42

+ In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro. Parola del Signore

 

Mediti…AMO

Andrea immediatamente percepisce che quel Gesù è il Messia, quello tanto atteso.

E allora va subito da suo fratello e gli racconta l’incontro.

E Pietro arriva da Gesù per questa meravigliosa intermediazione, operata da Andrea, che gli ha detto che quello è il Messia.

E Pietro è immediata adesione, tanto che la loro vita cambia.

Lasciano le loro abituali occupazioni e si dedicano all’ascolto di Gesù, lo seguono dove va e condividono con Lui, la sua missione che, via via, si fa sempre più intensa, organizzata ed esplicita.

Nonostante fossero adulti, già definiti nel loro lavoro e nelle loro relazioni, la conoscenza di Gesù ridisegna la loro esistenza a partire da una chiamata, da un invito nuovo.

Fratelli e Sorelle, la fede cristiana non è il sapere alcune cose, ma sta nell’incontrare qualcuno: IL SIGNORE.

ECCO ALLORA COME LA TESTIMONIANZA PERSONALE E AUTENTICA DI UN AMICO PUÒ PORTARCI ALL’INCONTRO PERSONALE CON CRISTO.

La testimonianza portata da Giovanni Battista dà il via ad una interminabile serie di annunci, come in un passa-parola che porta salvezza: Andrea parla col fratello, e non può fare a meno di dire: «Abbiamo incontrato il Messia» (Gv 1,41), e Pietro parla poi con altri.

È in tale modo che Gesù viene ancora conosciuto, e continua così anche la vita della Chiesa, perché i credenti, come è scritto nella finale del Vangelo di Matteo, ancora oggi sono capaci di “andare, fare discepoli fra tutti i popoli, battezzandoli, e insegnare loro” (Mt 28,19-20).

Solo così Gesù può ancora essere l’Emmanuele, il Dio con noi, fino alla fine dei tempi, SOLO SE QUALCUNO ANCORA LO ANNUNCIA, SE GLI RENDE TESTIMONIANZA, SE LO MOSTRA VIVO E PRESENTE NELLA SUA VITA.

E questo anno che iniziamo nella gioia della presenza di Dio che si fa uomo, ci è donato perché, ANCORA E ANCORA, POSSIAMO ANDARE A VEDERE DOVE ABITA L’AGNELLO DI DIO, E COME AMA GLI UOMINI, L’AGNELLO DI DIO, E COME CI CHIEDE DI ESSERE ANCORA OGGI SUOI DISCEPOLI.

INCONTRARE CRISTO, ALLORA, È UN’ESPERIENZA CHE TRASFORMA.

E, questa esperienza avviene perchè il Signore si volta: “…Gesù allora si voltò”.

E, nel voltarsi mostra il suo volto e vuole incontrarci.

Il verbo usato nel testo giovanneo è emblepein (“ha guardato”), per ben due volte: una per il Battista e una per Gesù.

Ma si tratta di un “guardare con intensità”, davvero difficile da realizzare per l’uomo.

Che differenza enorme c’è fra il sentirci guardati superficialmente e sbrigativamente, e invece sentirci guardati intensamente, appassionatamente.

A volte ci sono saluti formali: ti danno la mano e quasi neanche ti guardano.

E poi invece ci sono occasioni di GRAZIA, in cui ti è dato sentire gli occhi dell’altro che ti penetrano e ti accarezzano!

Il Signore ancora oggi continia a passare per tutte le strade.

Ma se il nostro sguardo è superficiale noi nemmeno ce ne accorgiamo.

SE NON ABBIAMO OCCHI PENETRANTI VERSO LA VITA, NON AVREMO OCCHI PENETRANTI NEANCHE CON DIO.

Sentendosi guardato così intensamente da Gesù, Pietro ha poi imparato anche lui quest’arte di fissare lo sguardo, come espressione d’amore.

È emblematico un episodio che vede Pietro protagonista, riportato dal Libro degli Atti degli Apostoli “Pietro fissò lo sguardo verso di lui [lo storpio]… e disse: Guarda verso di noi. Poco dopo lo storpio “si mise a camminare” Atti 3,4.8).

Quando lo cerchiamo con cuore sincero Gesù volge verso di noi il suo volto, perchè desidera incontrarci.

Infatti questo testo mirabile, lo si può leggere anche da un’altra prospettiva.

Il testo dice che “..Gesù allora si voltò”.

GESÙ VA PER LA SUA STRADA, MA NEL MOMENTO IN CUI ANDREA E L’ALTRO COMINCIANO A SEGUIRLO, ‘COSTRINGONO’ GESÙ A VOLTARSI INDIETRO PER INCONTRARE IL LORO SGUARDO.

È meraviglioso, Fratelli e Sorelle, se ci pensate bene.

I DISCEPOLI SEMBRANO QUASI COMANDARE A GESÙ DI FERMARSI PERCHÉ HANNO BISOGNO DI INCONTRARSI CON LUI.

QUANDO LA RICERCA È AUTENTICA, QUANDO DAVVERO CI BRUCIA IL CUORE, IL SIGNORE RISPONDE; GESÙ SI VOLGE A CHIUNQUE LO SEGUE, SI VOLGE ALLA NOSTRA INIZIATIVA DI CERCARLO, NON ATTENDE ALTRO: PERCHE’ EGLI È VENUTO PER FARSI CERCARE E TROVARE E PER INCONTRARE L’UOMO.

Ma cosa significa ‘incontrare’?

Fratelli e Sorelle, spesso, durante la giornata incrociamo tante persone, ma quante ne “incontriamo” davvero? Io credo nessuna.

Perchè l’incontro autentico ha bisogno di tempo, ha bisogno che ci fermiamno, di restare, di approfondire, di fissare lo sguardo.

Facebook, data la sua virtualità, non potrà mai sostituire la bellezza di un incontro autentico. Il computer ci disabitua allo sguardo.

E’ solo un incontro autentico, fisico, che può dare spessore e pienezza e alla nostra vita.

Ricordiamoci sempre che arrivano le “quattro del pomeriggio” per ognuno di noi.

Arriva il momento in cui la nostra vita viene sconvolta dall’incontro con qualcuno di importante.

Arriva il momento in cui si trova l’amore e proprio come hanno fatto i discepoli, non si può rimanere indifferenti, non lo si può rimandare.

ED È ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE CHE IN QUEL MOMENTO CI SI DEVE FAR TROVARE PRONTI E LO SI DEVE COGLIERE.

Ma è anche necessario fare della vita un continuo incontro con Gesù, perchè noi sappiamo bene dove e come trovarlo.

Due sono i canali ordinari:

  1. la celebrazione eucaristica
  2. e la carità.

In ogni Eucaristia Gesù è presente e ci unisce a Lui, come Lui stesso ha promesso:

  • “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me e io in lui” (Gv 6,56).

Ma è presente anche nei più poveri, quelli che nessuno vede:

  • tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Ecco allora, Fratelli e sorelle, che anche ogni gesto di autentica carità ci fa entrare in relazione con Lui.

Un antico Padre Orientale, ISACCO IL SIRO, ebbe a dire:

  • “Abbi sete di Gesù perché Egli ti inebri del suo amore.”

Ragioniamoci sopra…Pace e Bene!

Il Signore IDDIO ti Benedica

Prega il Signore per me, Fratello che Leggi…

…e ti prego di condividere, se ciò che hai letto è stato di tuo gradimento!

Sia Lodato Gesù, il Cristo!